In questo articolo:
- Scadenze definitive polizza catastrofale per piccole e medie imprese
- Perché è stato prorogato l’obbligo di polizza catastrofale?
- Polizza catastrofale obbligatoria: per quali attività commerciali
- Classificazione delle aziende che si devono assicurare: i parametri
- Polizza catastrofale obbligatoria: per quali beni
- Adeguamento normativo per imprese che hanno già una polizza assicurativa
- Cosa accade a imprese e amministratori in caso di omissione
- Assicurazione rischi catastrofali: i vantaggi per l’impresa
- Clausole, esclusioni, indennizzi: l’importanza di un consulente
Scadenze definitive polizza catastrofale per piccole e medie imprese
Sollecitata all’unanimità da tutto il mondo imprenditoriale, è arrivata la proroga per le piccole e medie imprese riguardante l’obbligo di dotarsi di polizza catastrofale obbligatoria rispetto alla prima scadenza, inizialmente fissata entro il 31 marzo 2025. Tale provvedimento è stato adottato per proteggere il tessuto economico nazionale dai danni diretti causati da eventi catastrofali come terremoti, alluvioni, frane e inondazioni, in costante aumento per frequenza e intensità.
Con delibera del 28 marzo 2025, il Consiglio dei Ministri, ha quindi introdotto scadenze differenziate in base alla dimensione aziendale, concedendo più tempo a piccole e micro imprese per adeguarsi, informandosi al meglio su come compiere questo passo.
Queste le scadenze definitive per la stipula della polizza catastrofale imprese:
- 31 marzo 2025 per le grandi imprese
- 30 settembre 2025 per le medie imprese
- 31 dicembre 2025 per le piccole e micro aziende
Mentre le grandi e medie imprese si sono già allineate, i tempi si fanno stretti per le micro e piccole aziende, alle quali restano poche settimane per l’adeguamento.
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Perché è stato prorogato l’obbligo di polizza catastrofale?
La precedente scadenza di adempiere all’obbligo assicurativo contro le catastrofi naturali entro il 31 marzo 2025 è stata considerata oggettivamente incompatibile con la possibilità di informarsi e allinearsi per il nostro tessuto imprenditoriale costituito da quasi 4 milioni di imprese – piccole, medie e grandi – secondo i dati di Confcommercio.
Entro il 31 marzo, tutte queste società avrebbero infatti dovuto mettersi in regola stipulando una polizza contro le catastrofi naturali nonostante:
- la totale assenza di chiarezza circa quali imprese e amministratori dovessero considerarsi coinvolti
- elevatissimo numero delle imprese obbligate a stipulare, costituite, tra l’altro, per il 95% del totale, da microimprese
- impossibilità di avere una chiara panoramica delle offerte assicurative: il tempo a disposizione delle imprese per la stipula del contratto assicurativo obbligatorio non avrebbe consentito alle società una ponderata comparazione delle offerte assicurative presenti sul mercato
- tempo insufficiente per consentire a IVASS – Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni – di attivare ufficialmente una comparabilità delle offerte assicurative in materia di rischi catastrofali per imprese.
Le nuove scadenze hanno così reso possibile a milioni di imprese di procedere a scelte informate e consapevoli, valutando con attenzione conformità e costi delle polizze disponibili sul mercato.
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Polizza catastrofale obbligatoria: per quali attività commerciali
Questa normativa riguarda imprese di tutte le dimensioni, incluse quelle micro e piccole.
Tutte le partite IVA che hanno sede legale in Italia, iscritte al registro delle imprese, hanno l’obbligo di assicurarsi per gli immobili detenuti a qualsiasi titolo, anche chi è in affitto.
Se il proprietario non ha stipulato una polizza a copertura dei rischi catastrofali, allora sarà il titolare dell’impresa in affitto a doverli integrare a proprie spese.
Questo scenario coinvolge dunque particolarmente le attività del commercio, del turismo e dei servizi, molte delle quali operano in immobili in affitto. La normativa vigente impone infatti che tutte le imprese, siano esse proprietarie o locatarie, assicurino l’immobile con la polizza catastrofale obbligatoria, garantendo il valore di ricostruzione dello stesso.
Classificazione delle aziende che si devono assicurare: i parametri
Le imprese chiamate a stipulare la polizza catastrofale obbligatoria vengono classificate in base a tre criteri principali: numero di dipendenti, fatturato annuo e/o totale di bilancio annuo. Di seguito la classificazione secondo la normativa europea. Per rientrare in una categoria, un’impresa deve soddisfare almeno due dei tre criteri.

Microimpresa
- Dipendenti: meno di 10
- Fatturato annuo: ≤ 2 milioni di euro
- Totale di bilancio: ≤ 2 milioni di euro
Piccola impresa
- Dipendenti: meno di 50
- Fatturato annuo: ≤ 10 milioni di euro
- Totale di bilancio: ≤ 10 milioni di euro
Media impresa
- Dipendenti: meno di 250
- Fatturato annuo: ≤ 50 milioni di euro
- Totale di bilancio: ≤ 43 milioni di euro
Grande impresa
- Dipendenti: 250 o più
- Fatturato annuo: oltre 50 milioni di euro
- Totale di bilancio: oltre 43 milioni di euro
Polizza catastrofale obbligatoria: per quali beni
La legge di bilancio 2024 ha introdotto l’obbligo di assicurazione eventi catastrofali per tutte le imprese con sede legale in Italia, o con stabilimenti nel territorio italiano. La polizza catastrofale obbligatoria dovrà coprire i danni causati da calamità naturali dei seguenti beni iscritti a bilancio:
- terreni e fabbricati
- impianti e macchinari
- attrezzature industriali e commerciali
Adeguamento normativo per imprese che hanno già una polizza assicurativa
Per le imprese che hanno già stipulato polizze assicurative, l’adeguamento alle nuove disposizioni riguardanti i rischi catastrofali dovrà avvenire in occasione del primo rinnovo o quietanzamento utile successivo alla pubblicazione del Decreto.
È essenziale assicurarsi che la polizza scelta sia conforme ai nuovi standard, includendo tutte le coperture richieste per essere in regola (terremoto, alluvione/inondazione e frana).
La polizza deve garantire una copertura che va dal 70% al 100% a seconda delle somme assicurate.
Cosa accade a imprese e amministratori in caso di omissione
Anche se non sono previste sanzioni dirette, le conseguenze possono dunque essere molto rilevanti.
Le imprese che non sottoscrivono una polizza contro i rischi catastrofali:
- perdono l’accesso al credito
- sono escluse da agevolazioni, contributi pubblici, bandi di finanziamento
- in caso di catastrofe, non ricevono alcun tipo di contributo e perdono la possibilità di qualsiasi copertura economica
Inoltre, gli amministratori che non rispettano l’obbligo rischiano azioni legali per responsabilità relative ai danni subiti durante le catastrofi.
È fondamentale, dunque, che le imprese e attività commerciali siano correttamente formate e informate, riconoscendo loro il tempo necessario per adeguare i contratti esistenti.
Assicurazione rischi catastrofali: i vantaggi per l’impresa
Lo sappiamo: il primo pensiero che hai avuto è stato: ci chiedono sempre dei soldi. Eppure adeguarsi tempestivamente alla nuova normativa sui danni da calamità naturali significa anche rafforzare le basi per un futuro solido e resiliente del tuo business. Per questo, ci preme portare alla tua attenzione “l’altro lato della medaglia”, ovvero i molteplici benefici a lungo termine che la polizza catastrofale obbligatoria assicura alla tua impresa. Vediamoli di seguito:
Protezione del patrimonio aziendale
Il patrimonio aziendale è il cuore pulsante di ogni impresa. Qualora beni materiali come edifici, impianti, macchinari e attrezzature fossero danneggiati, l’intera attività sarebbe a rischio. Una polizza che copra questi danni significa assicura un aiuto tempestivo, economico e operativo, rendendo sostenibili i costi necessari per per riparazioni, ricostruzioni o sostituzioni, sono spesso insostenibili per molte imprese. Questi sono spesso inaffrontabili, in particolare per aziende di piccole e medie dimensioni, che non riescono a rimettersi in piedi. Una copertura adeguata può fare la differenza tra la sopravvivenza e il fallimento aziendale.
Continuità operativa
Uno degli aspetti più critici quando si verificano calamità naturali è l’interruzione delle attività produttive o commerciali. Periodi di fermo prolungato, causati da danni alle infrastrutture o alle attrezzature, possono portare a perdite economiche significative, compromettendo il rapporto con clienti e fornitori. Un rimborso economico tempestivo permette di rialzarsi in piedi subito.
Questo supporto finanziario permette di affrontare con maggiore serenità i momenti di crisi, concentrandosi sul ripristino delle operazioni senza preoccuparsi delle conseguenze economiche immediate.
Migliore reputazione aziendale
Mostrare attenzione alla protezione del proprio patrimonio e alla continuità dell’attività rafforza l’immagine e l’affidabilità aziendale agli occhi di clienti, partner e investitori. Inoltre, una solida politica di gestione del rischio è spesso apprezzata anche dai dipendenti, che percepiscono una maggiore sicurezza e stabilità lavorativa.
Clausole, esclusioni, indennizzi: l’importanza di un consulente
La scelta della polizza catastrofale più adatta alla tua attività commerciale può fare la differenza in caso di sinistro. È fondamentale considerare con attenzione una serie di fattori che possono influenzare la decisione finale, come ad esempio:
- valutazione del rischio locale: le imprese situate in aree ad alto rischio sismico o idrogeologico devono assolutamente puntare su coperture che includano i danni provocati da terremoti, frane o alluvioni. A tal proposito, enti istituzionali come la Protezione Civile o l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) forniscono mappe del rischio sismico e idrogeologico, di cui occorre tenere conto in fase di stipula
- clausole ed esclusioni: consigliamo di accertati attentamente di tutte le coperture che andrai a sottoscrivere. Ad esempio, verifica di ottenere una garanzia contro allagamento e bombe d’acqua, molto importante per il nostro territorio, alla luce degli ultimi anni.
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